Il 30 settembre, in Piazza San Pietro, una delegazione Lions&Longevity ha consegnato a Papa Leone XIV il Manifesto Lions per la Longevity del Multidistretto 108 Italy. Dal Tema di Studio Nazionale all’udienza generale: il racconto di chi c’era.
Alle sette e mezza del mattino la piazza è ancora in ombra, e la fila ai controlli è già lunga. Una ventina di Lions e Leo, arrivati a Roma la sera prima da Padova, Treviso, Rovigo e da altri Distretti, si riconoscono da lontano: hanno scelto il giubbino giallo. Non è un’idea di protocollo, è venuta dalla chat che ci ha accompagnati per tre settimane. I labari sono pesanti da portare in treno, ma con il giubbino siamo riconoscibili e siamo quello che siamo, una squadra in servizio. Nel giro di un’ora si avvicinano Lions di Truro, in Cornovaglia, poi di Tolosa, poi del Messico. In Piazza San Pietro la nostra associazione internazionale si è vista a occhio nudo.
Poi arriva il momento per cui siamo venuti. Durante l’udienza generale una piccola delegazione, guidata dalla dott.ssa Nadia Bala, consegna nelle mani del Santo Padre il Manifesto Lions per la Longevity.
Da dove arriva quel foglio
Il Manifesto chiude un percorso lungo un’annata. Il Tema di Studio Nazionale 2025-2026, «Longevity: una sfida multidimensionale per la società del XXI secolo», ha portato i Lions italiani oltre l’idea della longevità come semplice invecchiamento. Il 18 aprile 2026, ad Abano Terme, i Distretti 108 Ta1, Ta2 e Ta3 hanno riunito nel convegno «Longevity r_Evolution» medici, economisti, amministratori e terzo settore. Il lavoro è poi arrivato al 74° Congresso Nazionale di Milano, ed è nato il Manifesto, adottato come guida per le iniziative Lions a livello di Multidistretto.
Il testo ha dieci punti: centralità della persona, approccio sistemico, prevenzione lungo tutto l’arco della vita, inclusione e contrasto alla solitudine, valore delle età mature, educazione alla longevità fin da giovani, tecnologia al servizio della persona e mai strumento di esclusione, territori come ecosistemi di longevità, salute ed etica. Si chiude con un motto: «Vivere di più, essere di più».
Consegnarlo al Papa nell’anno in cui la Fase 2 del progetto deve trasformare lo studio in service concreti, replicabili e misurabili ha un significato preciso. Abbiamo detto che cosa pensiamo, e adesso ci impegniamo a farlo.
Le parole di chi c’era
La sera stessa, nella chat del gruppo, ognuno ha lasciato un pensiero. Li riportiamo così come sono stati scritti.
«Commozione per la citazione; entusiasmo per l’armonia del gruppo; senso rinnovato di responsabilità etica per l’azione umanitaria che caratterizza la nostra Associazione.» — Giuseppe Daidone
«L’azzurro del cielo limpido su tutta la piazza di San Pietro è stato un dono ricevuto dall’Alto a baciare un mondo di fedeli e a coronare la benedizione rivolta non solo ai presenti. Oggi abbiamo ricevuto un saggio che non potremo scordare.» — Maurizio Pettenazzo, Governatore del Distretto 108 Ta3
«Oggi ho potuto assaporare il “privilegio dell’esserci”… un nostro service, un nostro impegno celebrato per la sua importanza e per la sua bellezza!» — Leopoldo Passazi
«La consegna del manifesto della Longevity al Santo Padre è stata la ciliegina sulla torta di questa esperienza straordinaria!» — Lorenzo Crepaldi
«Partecipare all’udienza del Papa insieme alla delegazione Longevity, a nome dei Leo, è stata un’emozione unica. Sentire il calore ed i complimenti da parte di religiosi stranieri lì presenti ci ricorda, oggi ancor di più, di quanto faccia la differenza la nostra mission nel mondo. We serve!» — Federica Villanova, Leo
«La bellezza del posto, la sacralità del motivo per cui eravamo lì, quel credo che ci unisce nei pensieri e nelle azioni. Il sentirmi sempre più parte del gruppo, rendono il tutto una giornata che mi ha lasciato davvero qualcosa dentro.» — Barbara Finotto
«Tutto ha contribuito ad una giornata memorabile che sarà una pietra miliare per il Longevity. Alla indimenticabile sacralità dell’evento si sono uniti organizzazione perfetta, simpatia e cordialità di tutti i partecipanti, e per finire siamo stati baciati da una splendida giornata di sole.» — Antonio Sperati
«È stata una bella esperienza incontrare il Papa, ma altrettanto bella incontrare voi. Pur essendo molti di voi fino ad ieri degli sconosciuti, si è creato un grande clima di amicizia.» — Antonio Dezio
«Torno a Rovigo con un bagaglio di conoscenze e speranza veramente immenso. Ho trovato un gruppo di persone determinate a dare il loro contributo nel progetto Longevity: ho iniziato con colleghi, ora vi considero amici. Ora torniamo al lavoro per il bene della Longevity e dei nostri rispettivi club.» — Davide Gallani
«Due giornate romane vissute con amicizia, entusiasmo e, soprattutto, tanta speranza. Le parole del Papa sono un invito a guardare avanti con fiducia, a vivere con entusiasmo e a portare positività nel nostro quotidiano. Torno con la consapevolezza di essere parte di un cammino più grande, da vivere e condividere insieme.» — Nerina Fabbro
«Incontrare Lions di tutto il mondo davanti a San Pietro è un’emozione bellissima.» — Paolo Borgato
Il saluto, in latino
L’udienza si è chiusa come si chiude sempre, con la benedizione in latino. Qualcuno di noi, uscendo dalla piazza, l’ha riscritta a modo suo: Longaevitas vobiscum. È uno scherzo, ma dice bene la sostanza della giornata. La longevità non è un traguardo che si raggiunge da soli. È una condizione da costruire insieme, nelle comunità, tra le generazioni, con le istituzioni. I Lions sanno farlo da sempre.
Si torna a casa con un Manifesto consegnato e un impegno da mantenere. Il prossimo appuntamento è il territorio, dove i dieci punti devono diventare service.
Delegazione Lions&Longevity — Distretti 108 Ta1, Ta2, Ta3

Distretto Lions 108 Ta3