A Teatro con i Lions, Luca Bastianello porta in scena "Lam- Love Art Miracle"

Giovedì 26 febbraio l'attore padovano porterà al Teatro Verdi l'opera da lui scritta. Il ricavato devoluto al Fondo"Salvatore Basile" a sostegno della ricerca contro il cancro.

 

Luca Bastianello, attore di teatro (presente tra l'altro inCyrano de Bergerac accanto a Massimo Popolizio e, più recentemente, nella trasposizione diRain Man), cinema e tivù (ha partecipato alle serie di successo Centrovetrine, Vivere e La donna che ritorna), giovedì 26 febbraio alle 20.45 porterà in scena al Teatro Verdi di Padova lo spettacolo "LAM - LoveArtMiracle", di cui è anche autore.

La serata, introdotta da Savina Confaloni e organizzata dal Lions Club Padova Host, dal Leo Club Padova Medoacense e dal Lions Club Abano Terme Gaspara Stampa, si avvale del patrocinio di Comune di Padova, Provincia di Padova e Regione Veneto. L'incasso dei biglietti (intero 15 euro, 10 euro per i giovani sotto i trent'anni) sarà devoluto al Fondo "Salvatore Basile" a sostegno della ricerca sul cancro.

«Dopo aver affrontato in Rain man il tema dell'autismo e dopo aver vissuto negli ultimi anni esperienze personali importanti, ho deciso di mettere per iscritto un ragionamento fatto a voce alta, dal titolo LoveArtMiracle» sottolinea Bastianello. «L'opera affronta con lucida ironia e forte drammaticità alcuni tra gli interrogativi più importanti della vita, da sempre taciuti dentro l'io di ciascun individuo, cercando fin da subito di coinvolgere lo spettatore in un'analisi attenta, capace di suscitare una forte catarsi introspettiva. Procedendo con cruda e realistica critica in una disamina socio-filosofica, lo spettatore arriva a capire perché gli interessi economici debbano sempre più prevaricare i rapporti tra le persone creando solo nuovi mostri da idolatrare e perché l'interesse personale desertifichi tutto intorno all'animo umano, per alienarlo e renderlo schiavo della propria idea di possesso».

«Questa iniziativa ci sembra il modo migliore per sposare cultura e solidarietà, come è nello spirito dei nostri service. Il ricavato sarà infatti devoluto al Fondo "Salvatore Basile", intitolato a un socio del nostro club scomparso prematuramente nel 2011, messinese di nascita e padovano di adozione, che ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità alla guida di importanti aziende italiane ed europee, l'ultima delle quali è stato il gruppo Ferretti, distinguendosi sempre per il grande impegno el'umanità con i quali ha affrontato i propri incarichi» aggiunge Enrico Pino, Generale di Corpo d'Armata e Presidente del Lions Club Padova Host. «Per onorare la memoria dell'Ingegner Salvatore Basile, la moglie Gioconda Renda Basile ha istituito un fondo a suo nome che già finanzia le ricerche di due scienziati della divisione melanomi e sarcomi muscolo cutanei dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano e si pone l'obiettivo di una terza borsa di studio proprio grazie aquesta serata teatrale al Verdi».

Per informazioni e per l'acquisto dei biglietti ci si può rivolgere a:
Biglietteria Teatro Verdi: tel. 049 87770213 - Biglietteria online teatro Verdi
Lions Club Padova Host: 348/5202291 - 335/8399756 - 329/2986550 - 335/5376319 - 327/2469961
Lions Club Abano Terme Gaspara Stampa: 333/2906452 - 338/8967358
Leo Club Padova Medoacense: 347/6250434 - 3484208990.

 L'INTERVISTA

 

Il titolo dello spettacolo è un acronimo: Lam composto con le parole in lingua inglese Love, Art, Miracle: amore, arte, miracolo. Ed è la provocazione attraverso la quale Luca Bastianello, figlio si Riccardo, past presidente del Lions Club Padova Host,vuole farci riflettere sul fatto che la tecnologia e la fretta ci stanno togliendo pian piano la capacità di dialogare fra esseri umani. Comunichiamo per spot, sms, tweet. Messaggi sempre più veloci, sempre più brevi, che alla lunga ci impediranno di conoscerci e di capirci l'un l'altro annullando ogni possibilità di sciogliere le catene del pregiudizio. La locandina che annuncia la rappresentazione è di per se stessa un'altra provocazione; l'uomo Zen chiuso in un triangolo, ha sopra la testa due mani incatenate.
"Significa che siamo costantemente schiavi di una visione piramidale della saggezza – spiega l'attore, che si è formato in Teatro sotto la guida di Alberto Terrani– Forse la visione di un mondo a variabile toroidale come ipotizzato da Gamble potrebbe essere la chiave di volta con la quale affrontare i problema della nostra esistenza. Chissà".
Ma il giovane attore padovano, che ha ottenuto la visibilità del grande pubblico interpretando la fiction "Rosso San Valentino" su Rai 1 accanto ad Alexandra Dinu, ora sua compagna nella vita, ha i piedi ben radicati per terra. E sottotitola il programma con l'esortazione a "includere gli esclusi" confortato dalle parole di Einstein : "Il mondo è pericoloso non per quelli che fanno del male ma per quelli che lasciano stare" anziché sostenere le congetture del controverso produttore del film "Thrive".
Luca, quale è allora il significato di LAM?
"Potremmo interpretarlo come il miracolo dell'arte di amare. Arte intesa come tecnica, come apprendimento. Occorre imparare ad amare prima di tutto gli altri perché attraverso gli altri possiamo capire meglio il senso della vita e il significato di noi stessi".
L'amore è, dunque, un miracolo?
"E' il motore della vita, un sentimento che ci è impossibile comprendere ma che si realizza. E' la meraviglia della nostra esistenza. Per questo motivo dobbiamo crescere come custodi di un dono prezioso che è nato e si estinguerà col mondo. E' un mistero che non si può racchiudere in una formula".
Come nasce lo spettacolo?
"Dall'esigenza personale di una riflessione interiore profonda e dal desiderio di condividere con il pubblico le domande che tutti noi, prima o poi, ci siamo posti e ci poniamo: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Penso che ogni persona scriva  ogni giorno, nei fatti, se non a parole, il romanzo della propria vita ".
Come si sviluppa Lam?
All'inizio lo spettacolo durava quattro ore e si componeva di 333 domande sui temi dell'economia, della scienza, della religione, dell'accademia. Ora le domande sono solo 39 e il monologo si sviluppa in un'ora e un quarto soltanto, compresi gli intermezzi musicali."
Il messaggio?
"E' un invito a guardare oltre la realtà delle cose, a combattere l'indifferenza che è un male ormai antropologico, a spingerci col pensiero e con la fantasia oltre i confini della scienza. Ecco il perché del riferimento ad Einstein, che da quel grande scienziato che era prefigurava sempre nuovi traguardi di conoscenza e combatteva i pregiudizi dogmatici, battendosi per l'abolizione dello schiavismo. Noi siamo inclusi nella vita degli altri".
E come si conclude?
"Sono certo che qualcuno si aspetta qualcosa di particolare nel finale; ma il finale, quello vero, sarà scritto nel cuore di ciascuno spettatore".
Dario C. Nicoli

 

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