A sinistra Marcello Mazzo, direttore del Dipartimento Dipendenze dell'Ulss di Rovigo e a destra Enrico Ubertone, presidente del Lions Club Rovigo A sinistra Marcello Mazzo, direttore del Dipartimento Dipendenze dell'Ulss di Rovigo e a destra Enrico Ubertone, presidente del Lions Club Rovigo

ROVIGO: Dipendenza dal gioco? Falso problema

La dipendenza dal gioco d'azzardo è la spia di un malessere profondo e può nascondere ben altre patologie ben più preoccupanti, come la dipendenza dall'alcol e dagli stupefacenti.

Di ludopatia si parla molto, ma non è statisticamente un fenomeno tale da suscitare allarme sociale. Lo sono invece le sue cause. Alimentate, peraltro, da un sistema di comunicazioni che offre spesso informazioni fuorvianti.
Marcello Mazzo, direttore del Dipartimento Dipendenze dell'Azienda Ulss di Rovigo, non usa mezzi termini. Ai soci del Lions Club Rovigo, c he lo hanno invitato a parlare di un argomento che rientra nel tema di studio nazionale, ha spiegato che il clamore suscitato attraverso i media da pochi episodi limite, legati al gioco d'azzardo impediscono di focalizzare l'attenzione sull'enorme diffusione della droga fra i giovani e sul pericolo, ben più reale, che essi diventino progressivamente vittime dell'alcol.
"La rete informatica ha, infatti, ha moltiplicato in maniera esponenziale i canali di accesso agli stupefacenti ha detto -, tanto che basta cliccare su Internet per farsi spedire a domicilio una partita di marjuana o di cocaina senza correre alcun rischio di essere intercettati". "Anche l'alcolismo è sempre più diffuso tra i giovani, che sono incoraggiati a bere da campagne pubblicitarie ben organizzate dai produttori attraverso la stampa, il cinema, la tv, la cartellonistica e la rete on-line – ha proseguito-. E nulla possono fare le esigue forze dei Sert per arginare il fenomeno planetario innescato da questa pubblicità martellante".
"Per quanto riguarda in particolare la diffusione della droga – ha spiegato ancora Mazzo -. Va detto, per esempio, che basta cercare la voce relativa al principio attivo dello stupefacente perché sullo schermo compaiano articoli che minimizzano gli effetti dannosi delle droghe leggere. Queste sostanze sono, invece pericolosissime per la salute del cervello e sono a tutti gli effetti la premessa per il ricorso all'assunzione di droghe più pesanti come la cocaina e il crak.
La Politica è sorda, mentre la mafia del gioco d'azzardo si arricchisce smisuratamente. Basti pensare che gli investimenti dei produttori di giochi (tra macchinette, gratta e vinci, scommesse on line) sono passati dai 9 miliardi del 2004 agli 85 miliardi del 2012. Un aumento strepitoso conseguenza di un'offerta in crescita, mentre lo Stato guadagna ogni anno, più o meno la stessa cifra. Oggi, tale cifra è intorno agli 8 miliardi e, a conti fatti, chi investe legalmente nel gioco d'azzardo viene a pagare non più del 10 per cento di tasse , mentre intasca il 90 per cento. Un bel business. Di qui l'espansione del fenomeno.
"Presto la diffusione delle macchinette mangiasoldi subirà uno stop, come è accaduto in passato per il Bingo e altri giochi – puntualizza ancora il direttore del Sert di Rovigo - , ma è prevedibile che l'offerta si manifesti ancora di più attraverso la rete e sfugga ancora più facilmente ai controlli"
Come si può affrontare il problema? "Emanando leggi più severe – ha concluso il medico – E dotando la Sanità pubblica di strutture adeguate alle nuove esigenze".
Dario.C.Nicoli

 

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