Expo, Milano presenta la Carta di Milano per nutrire il pianeta

Articolo ricevuto da Patrizia Matini Coordinatore distrettuale Tema Di Studio Nazionale.

A Milano presso l'hangar Bicocca di Pirelli, si è svolta la riunione organizzata dal MIPAAF, che ha visto ben 42 tavoli a confronto, ognuno dei quali aveva un chiaro tema assegnato, con un Coordinatore ed un facilitatore. La partecipazione era riservata a 500 esperti selezionati dal Governo ed io sono stata nominata come esperto del Tavolo del MIUR ai cui lavori ha partecipato anche il Ministro dell'Istruzione Giannini, che ha anche partecipato alla conferenza stampa nella quale ha presentato il nutrito progetto di Expo per le scuole.
I saluti del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e del governatore lombardo Roberto Maroni hanno aperto all'Hangar Bicocca 'Le idee di Expo 2015 verso la Carta di Milano. A fare gli onori di casa il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che ha detto "Penso che nel 2015, l'anno di Expo, l'Italia potrebbe inserire il diritto al cibo nella costituzione". La prima missione che abbiamo con la Carta di Milano – aggiunge – è far diventare consapevolmente i 20 milioni di visitatori di Expo 20 milioni di ambasciatori del diritto al cibo.
A chiudere a fine giornata i lavori il premier Matteo Renzi.
Per l'evento 'Expo delle idee' sono arrivati nello spazio post industriale di Pirelli i vertici del governo, con il premier Matteo Renzi in testa, e anche papa Francesco ha voluto mandare un messaggio insieme col presidente Sergio Mattarella. "No a un'economia dell'esclusione e dell'iniquità – ha detto il pontefice in un videomessaggio – Questa economia uccide". Mattarella ha invece ricordato che l'aumento delle "diseguaglianze tra Paesi ricchi e popolazioni povere, in costante lotta per sopravvivere alla denutrizione, rende indispensabile l'adozione di un nuovo modello di sviluppo che modifichi questa inaccettabile tendenza, nel rispetto dei fondamentali valori riconosciuti e sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo". Papa Francesco e "l'iniquità".
Il presidente del consiglio ha preso la parola sul palco per chiudere la kermesse. "Non siamo un Paese rannicchiato nella paura, come ci hanno fatto credere per molti anni ha detto – Il 2015 è un anno felix, che non vuol dire solo felice ma fertile: ci sono tutte le condizioni all'esterno per tornare a correre". E papa Francesco non ha usato mezzi termini nel suo videomessaggio. Al centro dell'intervento, per il quale il Papa ha molto attinto alla sua esortazione Evangelii gaudium, c'è l'esigenza di mettere al centro la lotta alla povertà e a quella che ne è la radice, ovvero "l'iniquità " del sistema economico e sociale.
"Il paradosso dell'abbondanza". "Oggi – ha avvertito Bergoglio rifacendosi al tema dell'Expo, 'Nutrire il pianeta' – viviamo quello che il santo Giovanni Paolo II indicava come 'paradosso dell'abbondanza'. Per favore siate coraggiosi e non abbiate timore di farvi interrogare nei progetti politici ed economici da un significato più ampio della vita – è l'esortazione di Bergoglio agli uomini delle istituzioni – perché questo vi aiuta a servire veramente il bene comune e vi darà forza nel moltiplicare e rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo". E sempre rivolto a quanti "occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale", il Papa ha rinnovato il suo appello per la custodia della "madre Terra", affinché essa "non risponda con la distruzione". A tale proposito ha ricordato, come aveva già fatto alla Fao lo scorso novembre, una frase da lui sentita da un anziano contadino molti anni fa: "Dio perdona sempre, le offese, gli abusi; Dio sempre perdona. Gli uomini perdonano a volte. La Terra non perdona mai". E poi: "La Terra , che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza. O, peggio ancora, arroganza da padroni". "Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, custodita, perché è stato un prestito che loro hanno fatto a noi", ha aggiunto. "La Terra è generosa e non fa mancare nulla a chi la custodisce", ha rimarcato ancora Bergoglio. E "l'atteggiamento della custodia non è un impegno esclusivo dei cristiani": esso "riguarda tutti".
Altro grande testimonial dell'evento il grande Carlin Petrini che ha dichiarato - "L'Expo accolga a braccia aperte i contadini e i più poveri. La Carta di Milano non sia un mero documento, ma un vero inizio": questa l'esortazione del fondatore di Slow Food, a Expo delle Idee.
"Il nervo scoperto che oggi sta mettendo in ginocchio milioni di contadini ha un nome chiaro: si chiama libero mercato, che applicato al cibo sta generando uno sconquasso di proporzioni bibliche" . "Allora io chiedo – ha proseguito -: con quale spirito andiamo verso Expo? Non possiamo concentrarci solamente sui milioni di turisti, ma dobbiamo occuparci di quei contadini e allevatori che vivono in sofferenza. È sacrosanta la battaglia del made in Italy, ma dobbiamo aprire gli occhi al mondo, perché ci sono eccellenze in ogni angolo del pianeta. Questa è la visione che l'Expo deve fare propria". "Vorrei un'Expo più sobria, meno attenta ai grandi padiglioni ma che abbia anche il coraggio di dire le cose come stanno, che si apra ai contadini. Mi auguro che con un colpo di reni le persone che sono a questi tavoli facciano in modo che i prossimi giorni siano di confronto e di dialettica. Facciamola finita con questa separazione tra scienza ufficiale e saperi tradizionali: solo con il dialogo supereremo le divisioni e costruiremo una prospettiva condivisa che ci farà uscire da questa situazione.
Se non si cambia il sistema, ben difficilmente consegneremo alle prossime generazioni una speranza di vita degna. Quindi, che la Carta di Milano non sia un mero documento, ma un vero inizio".

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